E' da un po' di tempo che di tanto in tanto capita qualche bimbo a casa nostra. Mi spiego meglio: nel nostro gruppo di amici ci sono altri bimbi che, come Ettore, pur essendo over 3, non vanno alla scuola materna.
E un giorno a settimana, a volte di più, vengono a casa nostra la mattina. Stamani erano in cinque. E per me è stata una bella emozione averli intorno.
In realtà è tanto tempo che dal nostro gruppo di studio sulla pedagogia steineriana era nata l'idea di formare un gruppetto di bimbi che potessero stare un po' insieme in un ambiente familiare. La figura di riferimento automaticamente ero diventata io. Non so perché. Forse perché sono l'unica che sta a casa e lavora a casa. Per me questo è stato un grande banco di prova. Io non sono MAI stata a casa, fino alla nascita di Ettore. Non ho mai avuto ritmi regolari, non ho mai pensato di poter gestire del tempo con uno o più bimbi. Ma le cose cambiano e pian piano si trova il coraggio di guardarsi dentro e di capire qual è il sentiero che ci chiama. Quello fatto per noi.
Negli ultimi quattro anni non ho fatto altro che comprare e leggere libri sulla pedagogia steineriana, montessoriana, sui giochi fatti dai genitori, sul vivere in modo naturale.
Leggere tutto questo è stata una scoperta. Sentirlo risuonare nei miei figli una certezza. Metterlo in pratica tutt'altro che facile.
Ogni giorno è un'opportunità nuova per capire, sperimentare, lasciarsi andare, e soprattutto provare ad avere FIDUCIA. In me stessa, nelle persone della mia famiglia.
Sto leggendo "Heaven on Earth" di Sharifa Oppenheimer. Lei è stata insegnante in una scuola Waldorf per 20 anni, e molto altro. Nelle sue pagine trovo molto conforto, è come essere presi per mano e condotti nel mondo dei bambini. In particolare sto mettendo in pratica un po' per volta il suo "calendario". In pratica la sera cominciamo a portare i bimbi a dormire intorno alle 20.00 (e se non devo tornare a lavorare quella è l'ora in cui mi addormento anche io; stasera è toccata ad Antonio..). La mattina, dopo colazione, ci vestiamo, sistemiamo un po' casa tutti insieme e poi ci sediamo intorno ad uno sgabello, accendiamo una candelina e tenendoci per mano cantiamo una canzone, magari per due o tre volte. Poi mettiamo da una parte le seggioline e facciamo il "girotondo dei nanetti": per l'occasione ho cucito cinque o sei cappelli di feltro a punta di colori diversi. Anche solo questo rituale delle canzoni e del girotondo, ripetuto ogni mattina, ha trasformato da subito completamente l'atmosfera di tutta la giornata! E' stato magico.. E' come se i bimbi entrino letteralmente in un mondo parallelo, e se ne portino poi dietro l'odore per tutto il resto del tempo.
Poi merenda con mele e crackers e subito fuori (e finalmente il tempo
è bellissimo, come piace a me, sole e temperatura perfetta, e ancora
niente zanzare!).
Stare all'aperto è fondamentale per i bambini, e qui
non c'è da dire che non ci sia materiale per fare esperimenti di tutti i
tipi: pozzanghere, tronchi di legno, prati, Napo a disposizione come
babysitter, pale, palette, pentoline, lombrichi, e chi più ne ha più ne
metta.
Poi il pranzo da preparare più in fretta possibile che le bocchine
sono affamate.
Dopo si gioca col babbo Antonio e se c'è tempo ancora un
pochino fuori, dopo di che a nanna; per il riposino pomeridiano abbiamo
scelto il divano: io faccio un po' di maglia e mi rilasso, per me
fondamentale in questo momento della giornata. Al risveglio merenda e di
nuovo fuori o a fare un giro in bici fino all'ora di cena.
Proprio stamani, sul calendario che ho sul frigo ho letto questa frase di Gandhi: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nella società."
La frase del giorno è di Giovannino: "Babbo Natale è di Pisa. E c'ha tanti gatti!"
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