
Questa mattina la Steiner-Letizia ci ha fatto un bel laboratorio di angeli di lana cardata. E' stata un'esperienza molto bella per molti aspetti. Non avevo mai toccato la lana cardata. Di solito imbottisco le mie bamboline con lana molto vecchia e dura, con cui faceva i materassi mia nonna, praticamente paglia..
Questa invece è tutta un'altra storia. La Steiner-Letizia ci ha infatti chiesto innanzitutto di prendere in mano la lana e lisciarla, accarezzarla, prenderci confidenza, farla in un certo senso penetrare nella nostra anima. Ho sentito le mani che si scaldavano di un calore emozionante. La lana non deve essere mai tagliata con le forbici ma tirata con le mani, anche i fili che abbiamo usato per assemblare sono stati strappati e non tagliati, questo per far sì che si tirassero bene per tenere meglio la lana.




Lavorare la lana ci fa riappropriare del nostro saper usare le mani, ci fa capire come siamo, ci fa entrare in noi stessi, si entra in uno stato di calma e concentrazione interiore. Questo lavoro emana tranquillità e laboriosità, ha un effetto rasserenante non solo sulla persona che lo svolge ma anche su tutte le persone che la circondano (bambini compresi).



I nostri angeli hanno preso forma pian piano, ognuno rispecchiando l'anima di chi lo stava facendo e questo ci ha fatto sorridere e nel nostro gruppo di donne si è creato un cerchio di affetto e di calore.







Lavorare con gli angeli in questo periodo dell'anno ha proprio questo compito: soddisfa il bisogno di creare qualcosa che ci parli di spiritualità, che ci scaldi fuori, con le nostre mani che lavorano, e dentro con la nostra anima che se ne nutre. Accende una luce in questi giorni bui dell'inverno.

La Giulia ha fatto anche un bellissimo angelo africano rasta!