
Ieri sera alle 23.13:
Un anno fa Cesare era nella pancia. E proprio in questo momento mi chiedeva di iniziare l'ultima parte del nostro viaggio due in uno.
Passeggio per questa casa buia e silenziosa.
Non riuscivo a prendere sonno, piena di sensazioni e di ricordi.
Cammino scalza sul pavimento fresco.
Cammino e ascolto. Mi ascolto.
Cesare è sul nostro letto. Stasera si è addormentato come un soffio, semplicemente lasciandosi andare, con la testa contro la mia pancia, dopo avermi dato un bel bacio umidissimo in cerca di latte.
A volte, queste ultime notti, mi scivolava sul fianco, a testa in giù, a ricalcare la posizione che aveva nella pancia.
Io e lui, yin e yang, che ancora lo siamo, annodati, in un abbraccio di placenta.
Penso alla prima cosa che ho sentito del suo corpo: la sua testa, nella mia mano, che era già tutto il resto, veloce, deciso, come è lui. Già con noi. Come se sapesse benissimo come si fa, a respirare, a guardare la pelle da fuori.
Il tappeto su cui è nato è qui, come gli strofinacci di cucina che lo hanno avvolto subito. Cesare, caldo e buono come il pane appena fatto.
Tutto ciò che mi viene in mente di questo bimbo è un anno fatto di lui, con noi, col suo sguardo nuovo, la sua bocca leggera e aperta di sorrisi che lavano il cuore.
Il suo andare verso il mondo, consapevole e attento.
Questa notte nasci di nuovo bimbo mio.
E nasce una mamma, ogni mattina, diversa e grata, sempre. Di essere stata scelta per questo cammino, con due piccole mani da tenere, contenere, proteggere, amare.
Buongiorno domani, per tutti i giorni.
Vi tengo forte.
.....
Intanto sono iniziati i preparativi per la festa di sabato:
:) curiosi eh?..