Finalmente dopo tanto cucire a mano ecco la mia nuova macchina da cucire! Ero contenta come una massaia degli anni '50... E pensare che sono figlia di un sarto diplomato, di una mamma ricamatrice, poi sarta, poi tuttofare-benissimo-che-meglio-non-si-può! Di certo tutto avrebbero sperato fuorché vedere la loro figlia laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all'Università di Firenze (tutto con la maiuscola) sferruzzare, cucire e fare l'orto con due mostriciattoli attaccati alle gonnelle 24h su 24. Insomma: UNA MAMMA. E certo anche io non me lo sarei mai immaginato fino a.. 3 anni fa! forse un po' meno. Non solo: anche Antonio è figlio di una sarta e si vede..
Mi sono procurata alla svelta il materiale per un progetto a cui pensavo già da un po': i
pannolini lavabili per Cesare. La voglia mi era tornata dopo averli rivisti sul blog de
La Casa nella Prateria (ricco di idee e sensazioni molto belle), fatti da mamma Claudia. La mia storia coi pannolini è molto varia dai tempi di Ettore (il mio, non quello dell'Odissea, ovviamente). Con lui ero stata affascinata dall'idea dell'EC, cioè Evacuation Comunication, vale a dire imparare ad intuire i suoi bisogni fisiologici e riuscire a farlo evacuare senza bisogno del pannolino, fin dalla nascita. Non ci sono mai riuscita (anche se rimango tutt'ora affascinata, anche se un po' più stanca): ho raccolto pipì e cacche per quasi un anno, ma ero stra convinta che non volevo ricorrere agli usa e getta per tanti motivi (non esistono in natura, non sono eco-compatibili, non fanno bene alla pelle del bambino, che oltretutto ha una parte del suo corpo sempre al buio!, costano!, ecc). Ho usato molto i miei ciripà, miei nel senso che erano quelli che mi metteva la mia mamma quando ero piccola. Poi con la gravidanza di Cesare e l'incombere dell'inverno, le mie risorse sono calate molto e allora ho iniziato ad usare gli usa e getta.
Con Cesare non ci ho nemmeno provato: usa e getta dal primo giorno, sempre però a cercare marche poco famose che utilizzassero meno petrolio possibile.. Ma insomma non sono mai stata soddisfatta di questa cosa. Viva il mare dove sono stati tutti e due nudi per 20 giorni di fila!
Ora finalmente sono riuscita a mettere tutto insieme: la macchina da cucire, il materiale (anche se per l'esterno non ho trovato il PUL per problemi di importazione dagli States e perché avevo fretta.. ma ho utilizzato un simpatico cotone cinzato impermeabile, molto leggero e mi sembra anche traspirante trovato in un ingrosso di tessuti per la casa), il modello (su
questo sito consigliatomi gentilmente da
Barbara), la motivazione (un bimbo che ci entrasse dentro: Cesare). Questo è il risultato:
Sì, è vero, il pannolino non si vede quasi per niente, però Cesare era troppo bellino in questa foto.. Appena Antonio mi ricarica le batterie della macchina fotografica, scarico le altre dove si vede meglio! Intanto corro a cucire il terzo! Mi sono intestardita: non voglio comprare un pacco di pannolini nuovo.. e mi è rimasto un solo usa e getta.