Questa della TV per me è una "novità steineriana".
Premetto che io sono letteralmente cresciuta a pane e TV... Quando stavo sul seggiolone a cena ballavo con la musica del Carosello, poi più aumentavano gli anni più aumentavano in proporzione le ore davanti alla TV. I miei lavoravano tutto il giorno in sartoria e poi in negozio e così io avevo la mia bella babysitter a colori, con la TV ci facevo anche i compiti. La sera avevo una testa come uno scaldabagno, ma per me era normale così.
Per fortuna quando ero piccola io (anni '70) si stava anche tanto tempo fuori, senza genitori che ci controllassero continuamente, ci si rotolava nei campi dietro casa, si facevano case con scatoloni di cartone nell'orto del nonno Italo e ci preparavamo pappe di terra e bacche rosse per il gatto, si giocava a nascondino, io ho anche trovato il tempo di darmi fuoco sotto il noce del parcheggio.. Vabbè. Insomma, l'effetto nefasto della TV a dosi massicce è stato un po' mitigato da tutta questa vita all'aria aperta.
Ma comunque per noi rimaneva normale mangiare davanti alla tv, tenerla bene o male accesa buona parte della giornata, come se fosse una di famiglia.
Durante l'allattamento di Ettore ho passato giornate sul divano con lo schermo acceso, senza immaginare quale enorme fastidio potesse essere per lui.
Poi pian piano ha cominciato a dare fastidio anche a me.. era come un'interferenza che mi impediva di comunicare con lui, e con Antonio che vedevo soltanto qualche ora la sera.
L'anno scorso ho cominciato a frequentare degli incontri di pedagogia steineriana: ogni 15 gg mi infilavo Cesare (di 3 mesi, la prima volta) nella fascia e la sera dopo cena andavo ad ascoltare le bellissime parole di Steiner. Mi hanno aperto la mente verso un mondo che avevo già dentro. Tutto ha cominciato a risuonare, come se riconoscessi qualcosa che era dentro di me e aspettava solo di essere risvegliato. La sera quando tornavo a casa non riuscivo nemmeno a prendere sonno, era un recollect in tranquillity come diceva Coleridge. Quelle parole, quei pensieri continuavano a lavorare dentro di me per molto tempo.
Il primo effetto tangibile di questa riscoperta è stata proprio la tv spenta. Improvvisamente non riuscivo proprio più a tollerarla, ma nemmeno nella stanza! Come un rigetto, una specie di reazione allergica. Ho come sentito scendermi sottopelle il fremito di disagio che poteva provocare nei miei figli ogni volta che veniva accesa nella stanza. Ne ho parlato con Antonio e abbiamo deciso di provare a spegnerla la sera. Anche io e lui non trovavamo altrimenti più un momento per scambiarci qualche parola.
E' stato bellissimo.
L'attenzione si è immediatamente spostata al centro di noi quattro. Non eravamo più una fila ammutolita davanti a una luce abbagliante. Ma la luce veniva da noi, dai nostri sguardi in un cerchio, dalle risate di Ettore, dai giochi nuovi messi su con pochi pezzi di legno, dalle favole inventate da Antonio che ci facevano ridere come matti. Il silenzio ci faceva bene, tutto intorno. Dava più spazio a noi.
Certo la sera ogni tanto la tv si accende, ma dopo pochissimo ci distraiamo e la spegniamo. Siamo molto più accesi noi.
Ettore va a dormire più sereno e io ho come riscoperto il mio io creativo che era rimasto sopito da tutto il tempo perso a guardare stupidaggini di altri.
Dei danni provocati dalla tv sui bimbi (cartoni compresi) ne parlerò un'altra volta.. Quanto è meglio mettersi a fare biscotti!
Quanto tempo ora tutto per noi. Babbo Antonio ne approfitta per fare tante foto: