La storia a puntate di Claudia ha avuto su di me un effetto boomerang, che mi ha rimandato alla mia primissima volta a Londra. Io sono un po' più vecchia di lei: era il 1992 ed avevo 19 anni. E' stato il mio primo vero "viaggio", per come lo intendo io. E' stata la prima volta che sono uscita nel mondo da sola, per mettermi alla prova.
I miei volevano che facessi un corso di inglese, ai tempi andava molto di moda andare d'estate un po' all'estero e unire l'utile al dilettevole. Ma a me questa soluzione sembrava decisamente troppo facile. Io volevo cavarmela da sola. Avevo sempre lavorato nel negozio di abbigliamento dei miei, d'estate quando finiva la scuola, nei we; diciamo che ci ho passato gran parte del tempo fuori dalla scuola, mi portavo i miei libri e stavo lì con loro. Ma non mi ero mai cercata un lavoro da sola e volevo sapere se ero in grado di farlo.
Così sono partita con la sistemazione a casa di due vecchietti che stavano in zona 3, ad Ealing, a 45 minuti di metropolitana dal centro della città. I primi tre giorni sono andata in giro a chiedere incessantemente a ristoranti e negozi se avessero bisogno di qualcuno. La sera del terzo giorno ero veramente demoralizzata, mi ricordo che chiamai mio zio in lacrime e lui cercò di tirarmi su dicendomi che è così che gira il mondo..
Insomma mi incammino lentamente alla fermata della metro per tornare a casa, ero giù e pensavo: se domani non trovo qualcosa mi iscrivo al corso di inglese e finisco il mio mese a Londra a fare la turista.. che delusione. Mentre ero lì tutta triste ad aspettare il mio train mi si avvicina un ragazzo di colore: ho un ricordo bellissimo del suo sguardo che si incrocia col mio, quando alzo gli occhi. Ho subito avuto la sensazione di conoscerlo, mi sono sentita bene. A Londra è facile fare amicizia con le persone, è una città incredibile, ma questo è stato un incontro così naturale che mi è venuto da pensare che fosse veramente qualcosa di speciale: Mi chiede come mi chiamo e da dove vengo e come mai sono così triste. Io gli rispondo semplicemente che non riesco a trovare lavoro da "ben " tre giorni. Lui mi guarda con un sorriso e mi fa: "Non preoccuparti. Domattina ti alzi, ti vesti bene, i miglior vestiti che hai, ti trucchi, devi sentirti BELLA, e vedrai che troverai qualcosa".
La mattina dopo, alle 10.00 ero assunta all'Harry's Bar a due passi dalla St. Paul's Cathedral. Per me era come toccare il cielo con un dito. La mia prima busta paga è stata di 90 pounds + il doppio di mance, lavoravo come una schiava ma non sentivo la fatica, anzi mi sentivo fortunata. Perché avevo scoperto di valere qualcosa e questo non aveva prezzo per me. Il tempo libero mi godevo la città con la sensazione di appartenere a quel posto più che a qualunque altro. In realtà ero a casa in me stessa. Ho conosciuto tante persone con cui sono tutt'ora in contatto, alcune ora sono veri amici come Donella e Serge, altre per sempre nel mio cuore, come Mel, anche se non ci siamo sentiti più.
Sono tornata spesso a Londra, ma non è stato più bello come quella volta. Quando ho incominciato ad amare me stessa.
Sempre dalla Prateria è arrivato questo bel prato fiorito per il mio Bai Jia Bei. Grazie!!
